Atleti & entourage · Supporto continuativo
Non ti serve un altro professionista. Ti serve qualcuno che tenga il filo.
Quando intervengono più professionisti, qualcuno deve custodire la storia del caso, sapere quale decisione è stata presa e perché, e indicare il passo successivo. È ciò che facciamo.
Riservatezza rigorosa · Percorso su misura · Possibilità di coordinamento internazionale
Qualcuno tiene già quel filo. Il più delle volte, non è un professionista.
Spesso è la persona che racconta la stessa storia per la quinta volta, a un quinto professionista, sapendo già cosa proporrà. Quella che ricorda tutto perché nessun altro lo ricorda. E che non ha alcuna formazione per questo lavoro.
Un atleta può essere affiancato da ottimi professionisti e incontrare le stesse difficoltà per intere stagioni. Ogni intervento è corretto. Manca qualcuno il cui lavoro sia non lasciare che nulla vada perso tra un intervento e l’altro.
La frequenza dei confronti può variare. La responsabilità di tenere il filo del caso resta continua.
Quando interveniamo
Sei momenti in cui ci si rivolge a noi.
Nessuno è eclatante. Ognuno racconta la stessa cosa: il problema resiste, le informazioni si contraddicono e nessuno sa più da dove iniziare.
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Performance irregolare
L’atleta conosce il proprio livello, ma non riesce più a esprimerlo con continuità.
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Divario tra allenamento e gara
Il funzionamento cambia quando aumentano la pressione, la posta in gioco o l’esposizione.
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Recupero incoerente
Sonno, energia, digestione o disponibilità non sono più proporzionati al carico svolto.
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Segnali che ritornano
Dolori, tensioni, infortuni o blocchi ricompaiono nonostante gli interventi.
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Più professionisti coinvolti
Ognuno lavora correttamente, ma nessuno mantiene una lettura condivisa del caso.
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Fase decisiva
Ripresa, gara importante, trasferimento o cambio di squadra richiedono un quadro più preciso.
Il primo contatto arriva spesso da un genitore, dal partner o da un agente, anziché dall’atleta. È normale e non crea alcun problema. Da quel momento, nulla viene costruito senza il suo consenso.
Dopo il primo contatto
Cosa succede se ci scrivi.
Cinque fasi prima di avviare un percorso. Nessuna ti vincola, e una di esse può portare a concludere che questo approccio non fa per te.
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Comprendere
Chiarire la situazione, il livello di urgenza, le difficoltà e le aspettative reali.
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Verificare
Stabilire se PERFORMA è adatto o se un altro orientamento deve avere la precedenza.
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Ricostruire
Collegare la storia, il carico, il recupero, l’ambiente e ciò che è già stato tentato.
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Definire le priorità
Identificare il vincolo dominante e l’azione capace di produrre il cambiamento più utile.
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Definire il quadro
Stabilire responsabilità, comunicazione, persone coinvolte e regole di riservatezza.
Tenere il filo del caso
Cosa significa « tenere il filo » in concreto.
Sei mesi dopo, qualcuno ricorderà ancora perché è stata presa quella decisione.
- Conservare la storia e la logica delle decisioni Comprendere perché è stata scelta un’azione, cosa doveva verificare e cosa ha realmente prodotto.
- Distinguere un segnale importante da una fluttuazione passeggera Non cambiare tutto a ogni settimana difficile e non ignorare ciò che conta.
- Verificare la risposta dell’atleta Confrontare l’evoluzione osservata con l’ipotesi iniziale e adattare il percorso quando i fatti lo richiedono.
- Prevenire interventi contraddittori Dare un ordine alle azioni, affinché più risposte giuste non si annullino a vicenda.
- Mantenere una direzione comune Permettere alle persone coinvolte di agire attorno a una priorità comprensibile e condivisa.
- Adattare il percorso alla stagione reale Far evolvere la strategia con il carico, le trasferte, le gare e gli eventi della vita.
Chi può essere coinvolto
L’atleta resta al centro e sa chi sa cosa.
Più professionisti non significa essere seguiti meglio. Coinvolgiamo solo le persone la cui presenza ha una funzione precisa, con il consenso dell’atleta.
Le informazioni utili circolano. La vita privata non diventa mai un’informazione collettiva.
Le persone che danno continuità al percorso
Due responsabilità complementari, un’unica continuità.
Una strategia vale solo se qualcuno la porta avanti nelle condizioni reali di una stagione.
È lui a formulare la prima ipotesi, stabilire la priorità e risponderne fino in fondo.
Fa in modo che le decisioni siano realmente applicabili : calendario, trasferte, gare, interlocutori.
Un quadro stabile, un ritmo adattabile
Alcune settimane richiedono molto. Altre quasi nulla.
Il percorso può svolgersi in presenza, in modalità ibrida o su scala internazionale. La frequenza degli incontri cambia ; la continuità del lavoro sul caso, mai.
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Quadro
Responsabilità definite
Ognuno sa cosa osserva, cosa decide e quando deve riportare le informazioni.
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Continuità
Verifiche intermedie utili
Il ritmo si adatta ai periodi delicati, anziché a una frequenza di sedute prestabilita.
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Adattamento
Una strategia che evolve
Carico, gare, viaggi e risposte osservate possono modificare l’ordine delle priorità.
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Coordinamento
Le condizioni per agire
Le condizioni pratiche vengono organizzate affinché le decisioni possano essere realmente applicate.
Il quadro è definito. Il ritmo resta capace di adattarsi alla realtà.
Scopri come coordinare trasferte, gare e interlocutori. Coordinamento →
La riservatezza fa parte del lavoro
Coordinare non significa condividere tutto.
Molti atleti tacciono perché sanno quanto velocemente può circolare un’informazione. Qui circola solo quando serve a una decisione, a un adattamento o a un’azione precisa.
Tutto ciò che non serve trasmettere.
Le informazioni personali, emotive, biologiche o familiari che non hanno una funzione diretta nella decisione da prendere.
Le informazioni utili all’azione.
Una priorità, un adattamento del carico, un vincolo pratico o un’informazione necessaria al ruolo preciso dell’interlocutore coinvolto.
- L’atleta conosce le persone coinvolte.
- Approva le informazioni che possono essere trasmesse.
- Ogni professionista riceve soltanto ciò che gli è utile.
- Nessun nome o dettaglio identificabile viene utilizzato pubblicamente senza un consenso esplicito.
- Le situazioni presentate sono anonimizzate.
- Il coordinamento rispetta il ruolo e i limiti di ogni professionista.
Sapere cosa non trasmettere è talvolta importante quanto sapere cosa coordinare.
Ciò che può davvero cambiare
Il primo risultato è spesso decisivo : ritrovare una direzione.
Nessun percorso serio può garantire un risultato sportivo, medico o biologico. L’evoluzione dipende dalla situazione, dalla sua durata, dal contesto e dalla risposta individuale.
- Una priorità di lavoro più chiara e comprensibile.
- Decisioni meno contraddittorie tra i professionisti coinvolti.
- Un’individuazione più tempestiva dei periodi di squilibrio.
- Una migliore comprensione dei segnali dell’atleta.
- Recupero, energia o disponibilità più regolari.
- Maggiore autonomia e meno interventi dispersi.
PERFORMA non sostituisce la diagnosi né il percorso medico. Quando la situazione lo richiede, viene proposto l’invio a un professionista sanitario.
Sei professionisti, sei diagnosi fondate, nessun progresso. Caso reale →
Primo confronto riservato
La tua situazione non deve essere grave per meritare di essere compresa.
Un confronto per capire cosa sta succedendo, verificare se possiamo essere utili e definire il passo successivo. Se non c’è, te lo diremo.
Nessuna promessa standardizzata · Invio medico quando necessario · Riservatezza rigorosa
